Come è nata l'idea di utilizzare l'energia delle conchiglie?

Testo sotto forma di dialogo:

OTTOBRE 2016

Dottor Alessandro: “Buongiorno Signora Stella... come sta?”
Stella: “Ma sì, dottore, ora va un po’ meglio, ma l’intestino continua far capricci; non ci siamo ancora.”
Alessandro: “Prende sempre le gocce dei colori e i Serum Equi?”

Stella: “Sì, sì... anche se qualche volta non riesco ad essere molto precisa.”
Alessandro: “Si metta coricata e tiri su la maglia. Prima voglio misurarle il colon e l’intestino tenue... sui punti d’allarme. Come vede l’intestino tenue fa cilecca.”
Stella: “È vero.”
Alessandro: “Stia ora a vedere... l’altro giorno ho trovato in casa questa conchiglia. mi son trovato a pensare a lei.

 


Non so neanche come si chiami; m’è piaciuta. Ora gliela metto sul plesso solare... e misuro nuovamente col solito test di “Kinesiologia spicciola” il suo intestino tenue. Voglio solo provare se lei è d’accordo.”
Stella: “Certo che sono d’accordo.”
Alessandro: “Benissimo. Metto un dito sul punto d’allarme e... faccia forza.... Perbacco Signora, il muscolo che prima era debole ora è diventato forte... vuol dire che questa conchiglia ha dell’energia che è per lei utile... e in particolare per il suo intestino tenue.”
Stella: “Ho visto e ho capito... e adesso devo andare in giro tutto il giorno con quella conchiglia sulla pancia?”
Alessandro: “Non lo so; non credo. Ora io so per certo che l’energia (sarà l’effetto della forma... non so... non posso saperlo) di questa conchiglia è a lei utile. Non so assolutamente se potrà essere determinante per il suo benessere. So solo che le è utile..1
non so neppure per quale percentuale. Forse potrà essere possibile arrivare a determinarne la percentuale... ma non è così importante.”
Stella: “Io cosa devo fare?”
Alessandro: “Continui quello che sta facendo; quando tornerà la prossima settimana... o fra quindici giorni, le potrò dire se la mia macchina, quella macchina che ho addomesticato alle nostre necessità, sarà capace di captare e assimilare queste naturali e armoniose energie.”

QUINDICI GIORNI DOPO
Stella: “Buongiorno dottore. Allora? Sono molto curiosa.”
Alessandro: “Abbiamo fatto alcune prove e sembra proprio sia possibile captare queste energie. È meraviglioso. Prima però di cantar vittoria dobbiamo fare delle verifiche. Questa provetta test conterrebbe le energie omeopatizzate di quella conchiglia. Dobbiamo verificare kinesiologicamente se queste gocce “con l‘energia della conchiglia” sono a lei veramente utili. Tra parentesi, mi sono informato: la conchiglia si chiama CYPRAEA TIGRIS.”


QUALCHE MINUTO DOPO... DOPO IL TEST.
Alessandro: “Sono quasi felice. Il caso ci ha portato a scoprire qualcosa di fantastico. Non so ancora se l’energia di questa conchiglia sia utile a tutti nello stesso modo. Ho però la certezza che a lei farà bene e, magari assieme a quello che sta prendendo, la potrà portare a risolvere i suoi problemi. Bisogna sempre tener presente il proverbio che: L’UNIONE FA LA FORZA. Spesso e volentieri bisogna unire le forze ed evitare di produrre dei danni. Inoltre, bisogna avere pazienza... sì, perché anche la natura ha i suoi tempi e, salvo casi particolari, non dobbiamo violentare la natura.”
Stella: “Quindi potrò prendere anche le gocce di Cipraea Tigris?”

Alessandro: “Certamente”.
Stella: “Bene Dottore... sono contenta di esserle stata utile. Lei ora sperimenterà altre conchiglie?”
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Alessandro: “E come non dovrei farlo? Sono affascinato all’idea di poter aiutare qualcuno con queste energie... che chiamerò “energie armoniose”.
Stella: “Perché armoniose?”
Alessandro: “Perché l’armonia delle conchiglie è qualcosa di sbalorditivo. E poi, e questa è la cosa più importante, la malattia è mancanza di armonia... è come se gli orchestrali suonassero ognuno per conto proprio. Non sarebbe musica ma rumore... disarmonia. La malattia è la stessa cosa; dalla semplice stitichezza al cancro; manca l’armonia.”
Stella: “Lei pensa di poter curare il cancro con l’energia di una conchiglia?”
Alessandro: “Non ho detto quello; mi guarderei bene. Ho detto semplicemente che il disordine della malattia è mancanza di armonia. Consideri un attimo gli orchestrali di cui abbiamo parlato prima, e pensi al momento in cui arriva il direttore d’orchestra... per un attimo tutti si fermeranno e non si sentirà più nulla; si sentirà solo il silenzio. Quando poi il direttore, con la sua bacchetta darà il via, allora sì che sentiremo della musica... che accarezzerà anche ogni nostro neurone, se naturalmente quella musica sarà di nostro gusto.”
Stella: “Dottore la ringrazio. Trovo utile sentire le sue spiegazioni. Dopo quello che lei mi ha detto sono più ottimista... certo che bisogna aver pazienza. Grazie. La saluto... a presto.”
Alessandro: “Arrivederci.”

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